google.com, pub-5905054566263355, DIRECT, f08c47fec0942fa0 la geografia della terra

martedì 8 luglio 2025

glossario - la struttura della terra

 

Ecco un glossario dei principa


li termini
legati alla struttura della Terra, pensato per studenti delle scuole superiori:


📘 Glossario – Struttura della Terra

🔹 Crosta terrestre

Strato più esterno e sottile della Terra. Può essere continentale (più spessa e granitica) o oceanica (più sottile e basaltica).


🔹 Mantello

Strato intermedio tra la crosta e il nucleo. Composto da rocce solide, ma parzialmente plastiche in alcune zone, come l'astenosfera. Si estende fino a circa 2.900 km di profondità.


🔹 Nucleo

Parte centrale della Terra, composto principalmente da ferro e nichel. Si divide in:

  • Nucleo esterno: liquido, responsabile del campo magnetico terrestre.

  • Nucleo interno: solido, molto caldo e denso.


🔹 Litosfera

Strato rigido formato dalla crosta e dalla parte superiore del mantello. È suddiviso in placche tettoniche.


🔹 Astenosfera

Strato del mantello situato sotto la litosfera. È parzialmente fusa e consente il movimento delle placche tettoniche.


🔹 Placche tettoniche

Blocchi rigidi di litosfera che "galleggiano" sull'astenosfera e si muovono lentamente, causando terremoti, formazione di montagne e attività vulcanica.


🔹 Onde sismiche

Vibrazioni generate dai terremoti che si propagano all’interno della Terra. Studiare il loro comportamento aiuta a capire la composizione dei diversi strati interni.


🔹 Deriva dei continenti

Teoria secondo cui i continenti si spostano lentamente sulla superficie terrestre, proposta da Alfred Wegener e confermata dallo studio delle placche.


🔹 Convezione del mantello

Movimento circolare delle rocce nel mantello dovuto al calore interno della Terra. È il motore del movimento delle placche tettoniche.


🔹 Campo magnetico terrestre

Generato dal movimento del ferro liquido nel nucleo esterno, protegge il pianeta dai raggi cosmici e solari.

domenica 23 marzo 2025

i ghiacciai

 I ghiacciai sono grandi masse di ghiaccio in movimento, formatesi dall'accumulo e dalla compressione della neve nel tempo. Il loro movimento e la loro classificazione dipendono da diversi fattori.



1. Il Movimento dei Ghiacciai

I ghiacciai si muovono a causa della gravità e della pressione del ghiaccio. Questo movimento può avvenire in due modi principali:

  • Scorrimento basale: Quando il ghiaccio, grazie alla presenza di acqua alla base (derivante dalla fusione o dalla pressione), scivola sulla superficie sottostante.

  • Deformazione interna: Il ghiaccio, sotto il suo stesso peso, si deforma lentamente e fluisce come un fluido viscoso.

La velocità di movimento varia: alcuni ghiacciai si muovono solo di pochi centimetri all'anno, mentre altri (come il ghiacciaio Jakobshavn in Groenlandia) avanzano anche di 40 metri al giorno.


2. Classificazione dei Ghiacciai

I ghiacciai possono essere classificati in base alla loro forma, posizione e dinamica.

A. In base alla posizione geografica

  1. Ghiacciai alpini o vallivi: Si trovano nelle valli di montagna e scorrono verso il basso (es. Ghiacciaio del Monte Bianco).

  2. Ghiacciai di circo: Piccole masse di ghiaccio situate in depressioni montuose.

  3. Ghiacciai pedemontani: Si espandono fuori dalle montagne formando lingue di ghiaccio.

  4. Calotte glaciali e ghiacciai continentali: Grandi masse di ghiaccio che coprono interi continenti (es. Groenlandia, Antartide).

B. In base alla temperatura

  1. Ghiacciai temperati: Contengono acqua liquida e sono soggetti a fusione (es. Alpi).

  2. Ghiacciai polari: Sono completamente sottozero e si trovano in regioni fredde (es. Antartide).

  3. Ghiacciai subpolari: Parzialmente temperati e parzialmente freddi.

C. In base alla dinamica del movimento

  1. Ghiacciai stabili: Avanzano lentamente senza grandi variazioni.

  2. Ghiacciai in ritiro: Perdono più ghiaccio di quanto ne accumulino, arretrando.

  3. Ghiacciai surge: Si muovono improvvisamente con accelerazioni rapide.


L’importanza dei Ghiacciai

I ghiacciai sono fondamentali per l’equilibrio climatico, regolano il ciclo dell’acqua e rappresentano una riserva idrica essenziale. A causa del riscaldamento globale, molti ghiacciai stanno scomparendo rapidamente.

I ghiacciai svolgono un ruolo fondamentale nella modellazione del paesaggio terrestre attraverso la loro azione geodinamica, che comprende processi di erosione, trasporto e deposizione.

1. Erosione glaciale

Il movimento dei ghiacciai esercita un'intensa azione erosiva sulle rocce sottostanti, nota come esarazione, che si manifesta principalmente attraverso due processi:

  • Abrasion: I detriti inglobati nel ghiaccio agiscono come una carta vetrata, levigando e graffiando la superficie rocciosa su cui il ghiacciaio scorre. Questo processo può creare superfici lisce e striate.

  • Sradicamento: Il ghiacciaio può staccare e incorporare blocchi di roccia dalle superfici sottostanti, contribuendo all'erosione del substrato roccioso.

Questi processi portano alla formazione di caratteristiche morfologiche come:

  • Circhi glaciali: ampie depressioni a forma di anfiteatro scavate nella montagna.Studocu

  • Valli a U: valli con profilo trasversale a forma di "U", tipiche delle regioni glaciali.

  • Rocce montonate: affioramenti rocciosi levigati e arrotondati dall'azione glaciale.

2. Trasporto glaciale

I ghiacciai trasportano materiali erosi, noti come detriti glaciali o till, che possono variare da particelle fini a massi di grandi dimensioni. Questi detriti possono essere trasportati:

  • Sulla superficie del ghiacciaio: detriti caduti dall'alto, come frane o valanghe.

  • All'interno del ghiacciaio: materiali inglobati nel ghiaccio durante il suo movimento.

  • Alla base del ghiacciaio: detriti trascinati lungo il letto glaciale, contribuendo all'abrasione del substrato.

3. Deposizione glaciale

Quando un ghiacciaio si scioglie o perde capacità di trasporto, deposita i detriti trasportati, formando diverse strutture geomorfologiche:

  • Morene: accumuli di detriti glaciali che possono essere classificati in base alla loro posizione rispetto al ghiacciaio:

    • Morene laterali: depositi lungo i lati del ghiacciaio.

    • Morene centrali: formate dalla convergenza di due morene laterali quando due ghiacciai si uniscono.

    • Morene terminali: accumuli situati alla fronte del ghiacciaio, indicanti la massima estensione raggiunta.

  • Drumlin: colline allungate formate da till, con la parte più ripida rivolta contro la direzione di avanzamento del ghiacciaio.

  • Esker: creste sinuose di sabbia e ghiaia depositate da fiumi subglaciali.

L'azione combinata di questi processi erosivi, di trasporto e deposizione contribuisce significativamente alla modellazione del paesaggio nelle regioni glaciali e periglaciali, creando una varietà di forme del terreno caratteristiche.

martedì 18 febbraio 2025

climi e ambienti d'Europa

 

Climi e Ambienti d’Europa

L’Europa presenta una grande varietà di climi e ambienti naturali, influenzati dalla latitudine, dall’altitudine, dalle correnti marine e dai venti.


1. I Climi d’Europa

1.1 Clima Atlantico (o Oceanico) 🌧️

  • Dove si trova: Europa occidentale (Regno Unito, Irlanda, Francia nord-occidentale, Paesi Bassi, Belgio, Germania occidentale, Spagna settentrionale, Portogallo settentrionale).
  • Caratteristiche: Inverni miti, estati fresche, piogge abbondanti durante tutto l’anno.
  • Influenze: La corrente del Golfo mitiga le temperature.

1.2 Clima Continentale ❄️

  • Dove si trova: Europa centrale e orientale (Polonia, Ungheria, Ucraina, Russia occidentale, Germania orientale).
  • Caratteristiche: Inverni freddi e lunghi, estati calde e brevi, piogge concentrate in primavera ed estate.
  • Influenze: Assenza del mare vicino rende le temperature più estreme.

1.3 Clima Mediterraneo ☀️

  • Dove si trova: Europa meridionale (Italia, Spagna, Grecia, Portogallo, Francia meridionale, Balcani costieri).
  • Caratteristiche: Inverni miti e piovosi, estati calde e secche.
  • Influenze: Il Mar Mediterraneo regola il clima e riduce le escursioni termiche.

1.4 Clima Alpino 🏔️

  • Dove si trova: Aree montuose (Alpi, Pirenei, Carpazi, Monti Scandinavi).
  • Caratteristiche: Temperature basse tutto l’anno, precipitazioni abbondanti (pioggia e neve), estati brevi e fresche.
  • Influenze: L’altitudine abbassa la temperatura di circa 0,6°C ogni 100 metri di salita.

1.5 Clima Subartico e Polare ❄️🌨️

  • Dove si trova: Europa settentrionale (Scandinavia, Islanda, Russia settentrionale).
  • Caratteristiche: Inverni lunghi e molto freddi, estati brevi e fresche, precipitazioni moderate.
  • Influenze: Vicinanza al Circolo Polare Artico porta neve e ghiaccio per gran parte dell’anno.

2. Gli Ambienti Naturali d’Europa

2.1 Foreste Temperate 🌳

  • Dove: Europa occidentale e centrale
  • Vegetazione: Querce, faggi, castagni, betulle
  • Fauna: Cervi, volpi, lupi, cinghiali

2.2 Taiga (Foresta Boreale) 🌲

  • Dove: Scandinavia, Russia settentrionale
  • Vegetazione: Conifere (abeti, pini, larici)
  • Fauna: Alci, orsi bruni, linci

2.3 Tundra ❄️

  • Dove: Estremo nord (Islanda, Norvegia settentrionale, Russia artica)
  • Vegetazione: Muschi, licheni, arbusti bassi
  • Fauna: Renne, volpi artiche, lemming

2.4 Macchia Mediterranea 🌿

  • Dove: Europa meridionale (Italia, Spagna, Grecia, Francia meridionale)
  • Vegetazione: Ulivi, lecci, mirto, lavanda
  • Fauna: Cinghiali, lupi, rettili, rapaci

2.5 Praterie e Steppe 🌾

  • Dove: Europa orientale (Ungheria, Ucraina, Russia meridionale)
  • Vegetazione: Erba alta, poche foreste
  • Fauna: Lupi, volpi, cavalli selvatici

Questa diversità di climi e ambienti fa dell’Europa un continente ricco di biodiversità e paesaggi unici! 🌍

lunedì 25 novembre 2024

geografia della terra - esercizi su punti cardinali con soluzioni

 geografiaEcco una serie di esercizi sui punti cardinali adatti agli studenti di prima media, con le relative soluzioni.


Esercizi sui Punti Cardinali

Esercizio 1: Identifica i punti cardinali

Osserva la rosa dei venti 


  1. Qual è il punto cardinale opposto al Nord-Est (NE)?
  2. Qual è il punto cardinale a sinistra del Sud (S)?
  3. Qual è il punto cardinale a destra dell'Ovest (O)?

Esercizio 2: Orientamento con una mappa

Immagina di avere una mappa con i punti cardinali segnati:

  • Davanti a te c’è il Nord (N).
  • Alla tua destra c’è l’Est (E).
  • Dietro di te c’è il Sud (S).
  • Alla tua sinistra c’è l’Ovest (O).

Rispondi:

  1. Se ti giri verso destra, in quale direzione ti stai muovendo?
  2. Se da Est ti giri di 180°, dove ti trovi?
  3. Se da Sud giri di 90° verso sinistra, quale direzione raggiungi?

Esercizio 3: Orientamento nella realtà

Marco si trova in un campo aperto. Sa che il sole è a Est e vuole raggiungere una montagna a Nord-Ovest (NO). Rispondi:

  1. In quale direzione deve camminare per raggiungere la montagna?
  2. Durante il suo percorso, Marco incontra una strada che porta a Sud-Est (SE). È la strada giusta o deve cambiarla?

Soluzioni

Esercizio 1

  1. Il punto cardinale opposto al Nord-Est (NE) è il Sud-Ovest (SO).
  2. Il punto cardinale a sinistra del Sud (S) è l’Est (E).
  3. Il punto cardinale a destra dell’Ovest (O) è il Nord (N).

Esercizio 2

  1. Girandoti verso destra, ti stai muovendo verso l’Est (E).
  2. Se da Est ti giri di 180°, ti trovi a Ovest (O).
  3. Se da Sud giri di 90° verso sinistra, raggiungi l’Est (E).

Esercizio 3

  1. Per raggiungere la montagna a Nord-Ovest (NO), Marco deve camminare in diagonale verso la direzione opposta al sole.
  2. La strada che porta a Sud-Est (SE) non è quella giusta, deve cambiarla perché è opposta alla direzione desiderata.


domenica 3 novembre 2024

il sistema solare

 Il sistema solare è un insieme di corpi celesti che orbitano attorno a una stella centrale, il Sole. Esso comprende otto pianeti principali, vari pianeti nani, satelliti naturali (lune), asteroidi, comete e polveri interstellari. Ecco una panoramica dei principali componenti del sistema solare:

1. Il Sole

  • Descrizione: Il Sole è una stella di tipo G, una grande sfera di plasma che emette luce e calore grazie alla fusione nucleare che avviene nel suo nucleo. Rappresenta oltre il 99% della massa del sistema solare.
  • Funzione: Fornisce l'energia necessaria alla vita sulla Terra e regola le orbite degli altri corpi celesti grazie alla sua intensa gravità.

2. I Pianeti

Il sistema solare è composto da otto pianeti principali, suddivisi in due categorie:

Pianeti Terrestri

Questi pianeti hanno una superficie solida e sono più vicini al Sole.

  • Mercurio: Il pianeta più vicino al Sole, senza atmosfera significativa e con temperature estremamente variabili.
  • Venere: Simile alla Terra in dimensioni, ma con un'atmosfera densa e calda, ricca di anidride carbonica.
  • Terra: L'unico pianeta conosciuto ad ospitare la vita, con un'atmosfera ricca di ossigeno e acqua liquida.
  • Marte: Conosciuto come il "pianeta rosso" per il suo suolo ricco di ossido di ferro, ha la presenza di ghiaccio e segni di antichi corsi d'acqua.

Pianeti Giganti

Questi pianeti sono più grandi e hanno atmosfere spesse.

  • Giove: Il pianeta più grande del sistema solare, noto per la sua Grande Macchia Rossa, una gigantesca tempesta.
  • Saturno: Famoso per i suoi anelli spettacolari, composti da ghiaccio e particelle rocciose.
  • Urano: Un pianeta ghiacciato con un'asse di rotazione inclinato, che lo fa ruotare quasi sul fianco.
  • Nettuno: Il pianeta più lontano dal Sole, con venti estremamente forti e una superficie blu dovuta alla presenza di metano.

3. Pianeti Nani

Tra i pianeti nani più noti ci sono:

  • Plutone: Un tempo considerato il nono pianeta, ora classificato come pianeta nano. Ha un'atmosfera sottile e un orbitale altamente ellittico.
  • Eris: Un pianeta nano situato oltre Plutone, leggermente più massiccio di quest'ultimo.
  • Haumea e Makemake: Altri pianeti nani noti nel sistema solare esterno.

4. Satelliti Naturali

Molti pianeti hanno lune, che sono corpi celesti che orbitano attorno a un pianeta. La Terra ha una luna, mentre Giove e Saturno hanno decine di lune.

5. Asteroidi e Comete

  • Asteroidi: Corpi rocciosi che orbitano principalmente nella cintura degli asteroidi tra Marte e Giove. Alcuni noti includono Cerere (che è anche un pianeta nano), Vesta e Pallas.
  • Comete: Costituite principalmente da ghiaccio e polvere, quando si avvicinano al Sole sviluppano una coda luminosa. Un esempio famoso è la Cometa di Halley.

6. La Cintura di Kuiper e la Nube di Oort

  • Cintura di Kuiper: Una regione oltre Nettuno piena di oggetti ghiacciati, tra cui molti pianeti nani.
  • Nube di Oort: Una teoria che descrive una vasta sfera di comete che circonda il sistema solare, a una grande distanza dal Sole.

Conclusione

Il sistema solare è un luogo straordinario e complesso, ricco di diversità e meraviglie. Le esplorazioni spaziali, sia con sonde che con telescopi, continuano a rivelare nuove informazioni su questo affascinante insieme di corpi celesti. Se hai domande specifiche su uno degli elementi del sistema solare o su un argomento correlato, fammi sapere!

sabato 28 settembre 2024

Geografia della Terra : Una Panoramica

 

Geografia della Terra: Una Panoramica

La geografia è lo studio delle caratteristiche fisiche della Terra, delle sue forme di paesaggio, dei fenomeni naturali, del clima e delle interazioni tra ambiente e attività umane. La Terra, con una superficie di circa 510 milioni di km², è composta da terraferma e acqua, ma è un ecosistema complesso e interconnesso in cui ogni componente gioca un ruolo vitale.

Continenti e Oceani

La superficie terrestre è divisa in continenti e oceani. Ci sono sette continenti: Africa, Antartide, Asia, Europa, Nord America, Oceania e Sud America. Ognuno di questi ha caratteristiche geografiche uniche, dalle catene montuose alle pianure, dai deserti alle foreste tropicali.

I principali oceani della Terra sono cinque: l'Oceano Pacifico, l'Oceano Atlantico, l'Oceano Indiano, l'Oceano Artico e l'Oceano Antartico (o Meridionale). Gli oceani coprono circa il 71% della superficie terrestre e sono essenziali per il clima globale e per il ciclo dell'acqua.

Morfologia del Terreno

La morfologia della Terra varia enormemente da un luogo all'altro. Le principali caratteristiche fisiche includono:

  • Montagne, come l'Himalaya (con l'Everest, la montagna più alta del mondo) e le Ande.
  • Deserti, come il Sahara in Africa e il Deserto del Gobi in Asia.
  • Fiumi, come il Nilo, il più lungo al mondo, e l'Amazzonia, che trasporta il più grande volume di acqua.
  • Foreste, tra cui la Foresta Amazzonica in Sud America e le foreste temperate del Nord America e dell'Europa.
  • Vulcani, alcuni ancora attivi come il Vesuvio in Italia e il Mauna Loa nelle Hawaii.

Climi della Terra

Il clima sulla Terra varia notevolmente a seconda della latitudine e della altitudine. Si possono distinguere vari tipi di clima, tra cui:

  • Clima polare, freddo tutto l'anno e presente nelle regioni dell'Artico e dell'Antartide.
  • Clima temperato, con quattro stagioni ben definite, come nelle regioni dell'Europa centrale e degli Stati Uniti.
  • Clima tropicale, caldo e umido, tipico delle zone vicine all'equatore come l'Amazzonia.
  • Clima desertico, caratterizzato da scarse precipitazioni, presente in aree come il Sahara o il Deserto dell'Atacama.

Tectonica a Placche

Un aspetto fondamentale della geografia fisica della Terra è la tettonica a placche, che descrive come la crosta terrestre sia divisa in diverse placche tettoniche che galleggiano sul mantello sottostante. Il movimento di queste placche è responsabile di fenomeni come:

  • Terremoti, che si verificano principalmente lungo i margini delle placche.
  • Vulcani, che spesso si trovano ai confini delle placche o in punti caldi.
  • Formazione di montagne, come l'Himalaya, che si è formato dalla collisione tra la placca indiana e quella eurasiatica.

Cambiamenti Climatici e Impatti Geografici

Negli ultimi decenni, il cambiamento climatico ha avuto un impatto significativo sulla geografia terrestre. L'aumento delle temperature globali sta causando lo scioglimento dei ghiacciai e l'innalzamento del livello del mare, modificando le coste e le aree abitabili. Inoltre, le modifiche ai pattern meteorologici stanno influenzando l'agricoltura, la biodiversità e la distribuzione delle risorse idriche.

Biodiversità e Ecosistemi

La Terra ospita una straordinaria varietà di ecosistemi e specie viventi. I principali biomi includono:

  • Foreste pluviali tropicali, che contengono la maggior parte della biodiversità mondiale.
  • Tundra artica, caratterizzata da temperature rigide e flora e fauna adattate al freddo.
  • Deserti, dove solo le piante e gli animali più resistenti riescono a sopravvivere.
  • Barriere coralline, come la Grande Barriera Corallina, che sono ecosistemi marini vitali per molte specie.

Geografia Umana

Oltre agli aspetti fisici, la geografia si occupa anche di come gli esseri umani interagiscono con l'ambiente. Questo include lo studio delle città, dei sistemi di trasporto, dell'agricoltura e delle risorse naturali. La distribuzione della popolazione è influenzata dalla geografia, con le aree costiere che spesso ospitano la maggior parte degli abitanti del pianeta.


La geografia della Terra è un campo di studio affascinante, che unisce la comprensione delle dinamiche fisiche del pianeta con l'interazione delle attività umane. Studiare la geografia ci aiuta a comprendere meglio il nostro mondo e a gestirne le risorse in modo sostenibile per il futuro.

martedì 27 agosto 2024

la terra - fenomeni atmosferici

 la terra - fenomeni atmosferici


LA NEBBIA - La nebbia è vapore acqueo condensato presso il suolo, e si forma perché l'aria fredda viene a contatto con una superficie umida più calda e umida, oppure perché l'aria una corrente di aria calda sfiora il suolo che ha subìto un raffreddamento.

LA NEVE - La neve si ha quando la temperatura ambientale scende sotto 0° C ed il vapore acqueo perde il calore di vaporizzazione e quello di fusione, passando, per sublimazione, allo stato solido, sotto forma di piccoli cristalli aghiformi, riuniti in gruppi a simmetria esagonali. Tali gruppi si agglomerano, se  l'aria è calma, e si saldano forando i fiocchi di neve. La precipitazione nevosa dipende dalla latitudine e dall'altitudine: è tipica delle zone polari e delle temperate fredde; ma può verificarsi anche nelle zone tropicali, in luoghi posti a notevole altezza. Nelle zone temprate, il bianco manto nevoso che si estende sul suolo protegge dai morsi del freddo i seminati e le radici delle piante. La quantità di neve  caduta si misura con i nivometri, oppure può essere valutata direttamente determinando, per mezzo di un regolo graduato, lo spessore che si è formato sulla superficie terrestre.

LA GRANDINE - La grandine, idrometeora passeggera e limitata a zone ristrette, è formata da chicchi di ghiaccio  distribuito, in modo concentrico, attorno ad un nucleo di nevischio o pulviscolo atmosferico. Circa la formazione di chicchi si suppone che  le gocce d'acqua di una nube, sospinte  da una raffica di vento a notevole altezza, solidifichino bruscamente; cessata la raffica, ricadono nella zona delle gocce liquide, rivestendosi di un nuovo velo d'acqua. Rimandate in alto d auna nuova raffica, il velo d'acqua solidifica,  formando un secondo strato. Il fenomeno può ripetersi più volte fino a che il chicco precipita al suolo per il suo peso. La grandine cade solitamente durante i temporali estivi; le dimensioni  dei chicchi variano da quella di chicco di riso a quella di un mandarino. Eccezionalmente si sono avuti blocchi irregolari del peso di oltre 550 g.

LA RUGIADA - La rugiada è vapore acqueo condensato a contatto dei corpi raffreddati e posti in vicinanza del suolo. Essa si forma abbondantemente in primavera ed in autunno; è invece rara d'inverno. Nelle calme e serene notti  estive, il rapido irraggiamento del suolo richiama correnti di aria fredda che abbassano la temperatura dei corpi posti  nelle immediate vicinanze del terreno. per cui condensa sopra di essi il vapore contenuto nell'aria o emesso dalle piante per mezzo della trapirazione. La misura della rugiada si fa mediante strumenti chiamati drosometri.

LA BRINA - La brina è vapore acqueo passato allo stato solido e depositato sugli oggetti, posti  ad uno o due metri di distanza dal suolo sotto forma di minuti cristalli aghiformi. Essa si forma nelle notti successive a giornate serene ma fredde e quando la temperatura scende sotto 0° C. La brina forma sugli oggetti  fantastici ma fugaci cristalli di aspetto simile a quelli della neve. E' tipicamente invernale, quella primaverile è molto dannosa per le colture.

LA GALAVERNA - La galaverna è brina che in notevole quantità ricopre quasi completamente i vegetali, i monumenti, i fili elettrici ecc. in moo tale da apparire come l'effetto di una  nevicata.

IL GELICIDIO - Il gelicidio  è pioggia che cade a temperatura sotto 0°, ma si mantiene liquida per soprafusione e congela istantaneamente a contatto del terreno  e dei vegetali freddissimi, ricoprendoli di uno strato di ghiaccio. La meteora ha effetti disastrosi sugli alberi, i cui rami non di rado cedono sotto il peso del ghiaccio

martedì 11 giugno 2024

geografia della terra - le nubi

 geografia della terra - le nubi


Le nubi possono considerarsi come nebbia degli alti strati dell'atmosfera. Esse sono formate da minuscole goccioline d'acqua e vengono prodotte dalla condensazione del vapore acqueo  o dal raffreddamento di una colonna d'aria umida ascendente, oppure dall'incontro di masse d'aria che tra loro hanno diverso grado di umidità   e di temperatura. Sono dotate di un movimento lento o rapido in senso verticale od orizzontale, e la loro velocità si misura con strumenti, detti nefoscopi.

Le nubi si dividono in 4 famiglie; nubi alte  o superiori , nubi medie, nubi basse o inferiori o nubi a sviluppo verticale.


A)nubi basse: sono comprese fra il limite medio di 2.000 metri e poche centinaia di metri dal suolo. Comprendono gli stato-cumuli, i nembi-strati  e gli strati: Gli  strato-cumuli sono costituiti  da ammassi estesi e rotondeggianti piuttosto scuri  e sovrapposti, attraverso i quali è possibile talvolta intravedere il cielo azzurro. Si trovano adale.

B) Nubi medie : vanno dal limite medio di 2.000 a 6.000 metri e sono costituite dagli alto-strati e dagli alto-cumuli. Gli  alto-strati formano un velo di colore grigio bluastro molto esteso orizzontalmente, tanto da coprire buona parte del cielo , e disposto a strati. La loro altezza media è di 4.000 metri. Gli alto-cumuli si prese4ntano sotto l'aspetto di batuffoli il cui colore è grigiastro al centro e bianco ai bordi. Formano talvolta una distesa compatta, conferendo al cielo un aspetto  volgarmente  detto a pagnotte. La loro altezza media è di 3.500 metri.

C)nubi alte: si formano ad un'altezza che va dal limite medio di 6.000a 12.000 metri  e sono costituite da cirri, dai cirro-stratie da cirro-cumuli. I cirri sono nubi bianche formate da piccoli cristalli di ghiaccio e presentano forme ritorte per i venti che soffiano con violenza nella parte alta dell'atmosfera. Si trovano ad un'altezza media di 9.000 metri. I cirro-strati sono anch'essi costituiti da aghetti di ghiaccio, ma formano strisce lunghe attraverso il cielo, fino a coprirlo quasi del tutto, e prendono l'aspetto di flocculi bianchi raggruppati in strati e banchi, secondo  linee parallele e increspate. Il loro  aspetto ha originato la denominazione di cielo a pecorelle. Si formano  ad un'altezza media di 7.000 metri e presagiscono un mutamento di tempo. I cirri si dispongono spesso in una serie di fasce parallele, distribuite nell'atmosfera,la cui direzione corrisponde, in genere, alla linea del meridiano geomagnetico del luogo di osservaszione: il femnomeno fu chiamato da Humboldt delle fasce parallele e si pensava che avesse qualche relazione con la formazione delle aurore polar: Ultimamente è stata avanzata una nuova ipotesi su questo tipico allineamento. Le particelle di ghiaccio, che costituiscono le nubi , si formano intorno a particelle di polvere in parte di origine meteorica. Quando la polvere  meteorica risulterà formata di materiale ferroso, le nubi si disporranno lungo le linee di forza del campo geomagnetico.  

D) nubi a sviluppo verticale sono bubi formate dalle correnti ascendenti d'aria. Comprendono i cumuli-nembi, caratteristici delle formazioni temporalesche, sono  di colore scuro inferiormente e bianco grigiastro superiormente. Si presentano come ammassi a forma di montagne, di torri o di enormi incudini. La loro altezza media è di 2000 metri. I cumuli sono nubi spesse, grandiose ed imponenti, a contorni  definiti con la base approssimativamente orizzontale e la sommità con protuberanze rotondeggianti  a forma di cavolfiore. La loro altezza media è di 1800 metri.

La nuvolosità o grado di nuvolosità è  è il rapporto tra la parte del cielo coperto di nubi e la parte totale visibile. Si esprime in decimi. Nuvolosità10-5-0 vuol dire rispettivamente cielo coperto, cielo metà coperto e cielo sereno. Essa si registra con l'eliofanografo

.


 

martedì 27 giugno 2023

parti della terra

 parti della terra 


Il globo terrestre è costituito di tre parti principali: la litosfera, l'idrosfera e l'atmosfera. Tutta la superficie terrestre misura 510 milioni di chilometri quadrati; le acque si estendono per circa 360 milioni di chilometri quadrati, mentre le terre emerse occupano solo i restanti 150 milioni di chilometri quadrati. Cioè, 3/4 circa della superficie del nostro pianeta sono occupati dalle acque e i 1/4 dalle terre emerse. Queste raggruppate per la maggior parte nell'emisfero boreale, non  costituiscono una superficie continua ma sono divise in estensioni più o meno grandi dette continenti e isole.

i continenti e le parti del mondo 

Le terre emerse formano 4 continenti, fra loro staccati, paragonabili ad un sistema di blocchi insulari interrotti, che vengono distinti in :

1) continente Antico (84 milioni di chilometri quadrati) che comprende l'Europa, l'Asia e l'Africa ed è così chiamato perchè fu l'unico sconosciuto, anche se non completamente, dai popoli dell'età antica e del Medio Evo;
2) continente Nuovo (42 milioni di chilometri quadrati) che comprende l'America del Nord e dall'America del Sud e scoperto nel 1492 da Cristoforo Colombo;
3)Continente Nuovissimo (9 milioni di chilometri quadrati) che comprende l'Australia e le isole dell'Oceano Pacifico (Oceania) ed è chiamato così perchè scoperto per ultimo verso la fine del XVI secolo;
4)Continente Antartico e Antartide (14 milioni di chilometri quadrati), che comprende le terre che coprono la calotta antartica; la sua esplorazione è la più recente.

Seguendo però un criterio geografico-storico, le terre emerse vengono divise nelle seguenti parti, ciascuna delle quali si presenta con una particolare fisionomia umana, a causa della proprio posizione geografia e della storia dei suoi abitanti : Europa, Asia, America del Nord, America del Sud, Australia e Antartide.
L'Europa da un punto di vista puramente geografico, si può considerare l'appendice occidentale di quel continente che i geografi, fondendo insieme Europa e Asia chiamano Eurasia.
Le terre meno estese di continenti ma prossime ad essi e circondate da ogni parte dal maro sono isole e rappresentano l'8% della litosfera. Possono essere continentali ed oceaniche; le Prime appartengono a blocchi continentali  di cui sono considerate forme marginali; le seconde rappresentano vette che emergono da rilievi montuosi sommersi dalle acque marine. Oltre ad essere vicine alle coste (tranne poche che sono poste in mezzo agli oceani, come l'Isola di Sant'Elena) le isole sono per lo più riunite in gruppi che prendono il nome di arcipelaghi. Le isole più piccole sono chiamati scogli. Quelle più estese sono :
Groenlandia             2.710.000 chilometri quadrati 
Nuova Guinea            785.000  chilometri quadrati
Borneo                        734.000 chilometri quadrati
Madagascar                585.000  chilometri quadrati
Baffin                          530.000 chilometri quadrati
Sumatra                       420.000 chilometri quadrati
Giappone                     226.000 chilometri quadrati
Gran Bretagna             218.000 chilometri quadrati




mercoledì 11 gennaio 2023

radioattività terrestre

 radioattività terrestre 


Gli elementi radioattivi, una cinquantina circa derivano dall'uranio, dal torio e dall'attinio. Di questi tre elementi, l'uranio ed il torio fanno parte dei costituenti della crosta terrestre. La loro continua disintegrazione, accompagnata dall'emissione di energia in gran parte calorica, ritarda il raffreddamento della terra ed è una delle cause calore terrestre e delle manifestazioni vulcaniche ed orogenetiche

mercoledì 31 agosto 2022

calore terrestre

 calore terrestre


I vulcani che eruttano lava fusa a temperatura elevatissime, le sorgenti termali, i fenomeni di vulcanismo secondario  e le dirette osservazioni termometriche eseguite in profondità, sono una prova della esistenza di un calore interno della terra. La superficie terrestre, fino ad una profondità che aumenta proporzionalmente alla latitudine, rivela una temperatura che varia col variare dell'ora del giorno e delle stagioni. 

Verso i m 30 di profondità, alle nostre latitudini, esiste uno strato con temperatura costante, detto  isotermico, indipendente da quella esterna, in cui la temperatura rimane invariabile nel corso dell'anno e corrisponde  approssimativamente alla media temperatura esterna del luogo di osservazione. 

Al di sotto dello strato isotermico si ha un incremento di temperatura più o meno regolare, in relazione con la natura delle rocce. L'aumento della temperatura con la profondità varia  da un punto all'altro della terra. Si dice  gradiente geotermico  l'aumento di temperatura che si ha scendendo  verticalmente di 100 metri; il grado geotermico è il numero di metri che occorre discendere verticalmente per avere l'aumento di 1°di temperatura  Si usa dire che il grado geotermico è in media di circa 33 metri per 1°C ma questa indicazione ha ben poco significato. Nei grandi bacini sedimentari per esempio  il grado geotermico è di 60 m per 1° C. 

L'aumento di temperatura non procede con lo stesso ritmo fino al nucleo terrestre; se così fosse, il centro della terra verrebbe ad avere una temperatura di circa 180.000°; I sondaggi effettuati per la ricerca del petrolio  e giunti fino a 6.500 metri  circa, dimostrano invece che il gradiente geotermico non conserva lo stesso valore, ma  diminuisce sempre più  e finisce per annullarsi al disotto di una certa profondità; cosicché si può ammettere che la temperatura, dalla profondità i 3000 ° C.

 L'attuale calore terrestre in parte è ritenuto  un residuo  di quello che il pianeta possedeva alle sue origini, quando si staccò dalla massa solare in parte è prodotto da fenomeni meccanici (pressione esercitata dalla crosta terrestre) e radioattivi  oltre da reazioni chimiche.

domenica 29 maggio 2022

magnetismo terrestre

magnetismo  terrestre


La Terra si comporta come un'enorme calamita i cui poli, chiamati poi magnetici non coincidono con quelli astronomici ma distano da essi circa 2000 km. Il polo  Nord magnetico infatti il 1 gennaio 1945 si trovava a 72° 48 lat N nella Penisola di Melville (Canada  Artico ) e 108° long W Gr.; il polo Sud magnetico è a 68 ° 12' lat S nella Terra Vittoria (Artide  e 115° Long E Gr. Sembra però che i poli magnetici siano soggetti a spostamenti di anno in anno. Per effetto del magnetismo terrestre, l'ago della busso libero di girare intorno ad  un asse verticale (bussola di declinazione) rivolge le sue punte in direzione dei poli magnetici ( le polarità dell'ago  sono naturalmente opposte a quelle del campo magnetico della Terra), orientandosi però non secondo la linea del meridiano geografico ma  formando con essa un angolo detto di declinazione magnetica. Tale angolo può essere orientale od occidentale a seconda che il Polo Nord dell'ago sti trovi  ad oriente o ad occidente del meridiano geografico. La declinazione varia da punto a punto e, per  il medesimo punto con il tempo. Essa infatti subisce  : variazioni diurne che si manifestano co oscillazione, le quali portano la punta dell'ago a sfuggire il Sole; variazioni undecennali, legate  con tutta probabilità alle macchie solari che fanno aumentare l'ampiezza delle oscillazione diurne ; variazioni secolari per cui la declinazione di un luogo nello spazio di qualche secolo, può cambiare da oriente ad occidente o viceversa passando per il valore 0. Nei periodi di massima attività delle macchie solari, si manifestano  sull'ago le tempeste magnetiche con variazioni di alcuni gradi e per la durata di qualche giorno. Si dicono linee isogoniche o isogone (dal greco isos = uguale e gonos = angolo )  quelle che uniscono tutti i punti aventi la stessa declinazione magnetica.

Il piano passante per l'asse dell'ago magnetico e perpendicolare alla superficie  terrestre interseca la superficie stessa secondo il meridiano magnetico. Per l'esatto orientamento i naviganti e gli esploratori si servono di speciali carte geografiche  che riportano le isogone.

Verso la metà del secolo XVI si scoprì anche che un ago magnetico, libero di girare attorno ad un asse orizzontale passante per il suo centro di gravità (bussola di inclinazione)  forma col piano dell'orizzonte un angolo detto di inclinazione magnetica, che varia col tempo e col variare della latitudine : assume infatti il valore di 90° sui poli magnetici e quello di 0° ad ugual distanza da essi. L'inclinazione può essere positiva, se il Polo Nord dell'ago è in basso rispetto all'orizzonte (nei punti dell'emisfero boreale); negativa se il Polo Nord è in alto (nei punti dell'emisfero australe) Le linee ondulate che uniscono tutti i punti aventi la stessa inclinazione magnetica prendono il nome di  isocline ( dal greco isos = uguale e clino = piego ). L'equatore magnetico è la linea che unisce i punti della superficie terrestre  la cui inclinazione è uguale a 0°; lungo tale linea, cioè, l'ago resta orizzontale. I punti della superficie terrestre in cui la bussola d'inclinazione si dispone verticalmente, mentre quella di declinazione si trova in equilibrio differente, non assumendo nessun orientamento particolare, vengono detti poli magnetici. La terra oltre alla declinazione e l'inclinazione magnetica presenta un'intensità magnetica che varia da luogo a luogo ed aumenta dall'equatore verso i poli magnetici. Essa può essere rivelata per mezzo di un ago magnetico  che venga sospeso liberamente nel suo centro di gravità. In ogni luogo si vedrà che assume una posizione data dalla declinazione dall'inclinazione e dalla intensità del campo magnetico. Le linee isodinamiche sono quelle che uniscono tutti i punti con la stessa intensità magnetica.

Le carte magnetiche sono cartogrammi nei quali vengono tracciate le isogone, che  hanno approssimativamente l'andamento dei meridiani  e confluiscono tutte nei poli magnetici; le isocline, che hanno all'incirca la direzione dei paralleli geografici; le linee isodinamiche, il cui andamento è simile a quello delle isoterme di gennaio. Si può da ciò dedurre una relazione tra i fenomeni termici e la distribuzione del magnetismo . Si riteneva un tempo che il nucleo centrale della terra costituito in gran parte di ferro, fosse la causa del magnetismo. Ma il ferro in profondità si comporta diversamente che in superficie non conservando le sue proprietà magnetiche sia perché soggetto ad enorme pressione e ad elevata temperatura sia perché si trova unito al nichelio.

Abbandonata questa ipotesi il fisico americano Backett ha tentato di spiegare il campo magnetico  terrestre come conseguenza della rotazione del pianeta. Ma i campi magnetici anche di minima intensità possono essere prodotti solo da masse enormi, Perciò l'americano Elsasser e l'inglese  Bullard hanno formulato l'ipotesi che nelle parti fluide del nucleo della terra per la diversa velocità di rotazione rispetto alla parte esterna più lenta si verifichino correnti elettriche le quali producono come vuole la fisica un campo magnetico. E' bene far notare che , stando a questa ipotesi la velocità di rotazione della terra dovrebbe diminuire per al frizione interna: ma ciò no nè verificabile 

martedì 8 febbraio 2022

zone astronomiche

 zone astronomiche


I tropici  ed i circoli polari dividono la superficie terrestre in 5 zone :

1) zona torrida - compresa tra i due tropici e tagliata in parti uguali dall'equatore. Poiché  la durata del dì e costantemente di 12 ore all'equatore e varia di poco ai trofici ( fra 13 h 12m e 10h 48m) praticamente in questa zona fa sempre caldo, perciò non esistono stagioni differenziate verificandosi solo una differenza stagionale e non termica.

2)Due zone temperate : boreale e australe, comprese tra i tropici ed i circoli polari. In queste zone col variare delle latitudini varea la durata del dì e della notte: il dì infatti va da 13h 12m ai tropici a 48 h di luce ai circoli polari  per cui si fa sempre più accentuata con il procedere della latitudine, la differenza tra il mese più caldo e il mese più freddo.

3) Due zone polari : artica e antartica comprese tra i circoli polari e i poli, La durata del dì  e della notte varia dai 48h a 6 mesi. Nonostante ciò ed in tutto l'anno si registrano temperature molto basse, perché, per la sfericità della terra i raggi del Sole arrivano sempre più obliqui, col procedere in latitudine vengono ad essere dotati di modesto potere di calorifero.

martedì 18 gennaio 2022

la classificazione dei climi

la classificazione dei climi 


diversi sono i criteri adoperati per classificare i climi, essendo come si è visto, molteplici  e complessi i fattori climatici. Una volta si divideva la terra si 5 zone climatiche 

1) zona temperata

2)  due zone temperate, comprese fra i tropici ed i rispettivi circoli polari

3) due zone polari, comprese fra i circoli polari ed i rispettivi poli.

Questa classificazione che dal punto di vista della temperatura presenta un discreto valore non tiene conto però di tutti gli elementi del clima e soprattutto della piovosità ottima  classificazione  è quella dovuta al climatologo risso Wladimir Ko"ppen  che tiene in massimo conto la temperatura e la piovosità e che può essere riassunta 

climi caldi umidi :

clima equatoriale - tropicale - monsonico 

climi caldo secchi 

climi temperato-secchi :

clima mediterraneo - temperato semicontinentale - temperato continentale 

clima dei deserti freddi 

climi temperati umidi :

clima sub oceanico - continentale sub polare

climi freddi

1) climi  caldo - umidi 

si riscontrano nelle regioni prossime all'equatore e limitate dai tropici e presentano tra loro notevoli differenze, date però non dalla temperatura ma dalle variazioni di piovosità. Questo gruppo si può suddividere in tre tipi fondamentali :

equatoriale, tropicale e monsonico.

a) il clima equatoriale è caratterizzato da una temperatura media annua che si aggira intorno ai 25°C e da una minima escursione termica che non supera i 10° C. Le piogge sono quasi sempre superiori ai 2.000 mm. con due massimi di precipitazioni nei periodi equinoziali (marzo e settembre), durante i quali si verificano giornalmente  nelle prime ore pomeridiane violenti temporali che si verificano giornalmente, nelle prime ore pomeridiane violenti temporali che si protraggono per qualche ora. Poichè  l'evaporazione è molto forte. l'atmosfera  è satura di vapori  ed il cielo si mostra costantemente nuvoloso. Nei periodi  dei solstizi (giugno e dicembre), quando il sole  si avvicina ai tropici, all'equatore l'aria è più limpida e meno frequenti diventano i temporali. La grande umidità e la costante  temperatura favoriscono  una vegetazione lussureggiante, la cosiddetta foresta pluviale, caratterizzata da alberi  di alto fusto e da un sottobosco che rende la foresta impraticabile. Il clima equatoriale si riscontra nella parte meridionale del bacino de Rio delle Amazzoni (America) ed intorno al Mare Caraibico, nel Bacino  del Congo  e nella Guinea settentrionale (Africa) nelle isole di Ceylon e della Sonda ed in tutte  quelle del Pacifico. Dove la foresta è stata abbattuta si coltivano la gomma, il tè,  la canna da zucchero e le spezie.

b) il clima tropicale è un clima caldo  che si diffonde sulle regioni prossime ai tropici ed al quale si passa attraverso il clima sub-equatoriale, che è  un clima di transizione. Dalla fascia equatoriale, avvicinandosi ai tropici, la pioggia è meno  abbondante ed i temporali si verificano  con minor frequenza; una o due stagioni piovose sono separate da una o due stagioni secche. Ai  tropici si ha una sola stagione secca, in relazione col periodo invernale, che prolunga per 6-8 mesi, ed una sola stagione piovosa, limitata  al breve periodo quando il Sole  è approssimativamente allo zenit  del corrispondente tropico. Lungo i fiumi  perenni, provenienti  dalle piovose regioni equatoriali, dove  l'umidità  vince il lungo ed infuocato  periodo siccitoso, si sviluppa la vegetazione arborea dando luogo alle foreste a galleria o tropicali . Vegetazione spontanea e caratteristica è la savana, una distesa di erba nei periodi piovosi  che si tramuta in steppa  nel periodo secco. Sono soggetti al clima tropicale l'Altopiano  del Brasile, nell'emisfero australe, e l'orlo  meridionale del Sahara, nell'emisfero boreale; l'Argentina occidentale, l'orlo settentrionale del Kalahari in Africa  e l'Australia  settentrionale.

c) Il clima monsonico  presenta condizioni termiche che variano da regione a regione, ma è caratterizzato  da intense precipitazioni durante il periodo in cui soffia  il monsone di mare ( aprile - ottobre)  alternato con un periodo di siccità  quasi assoluta, corrispondente alla stagione invernale,  quando soffia il monsone di terra (novembre- marzo). Il clima monsonico è proprio dell'India, della Somalia e delle  Coste nord-occidentali  del Golfo di Guinea.

2) Climi caldo-secchi. Questo gruppo climatico è caratterizzato  da variazioni termiche annuali molto accentuate e da un periodo di pioggia incostante ed indefinito. Annualmente  le precipitazioni sono inferiori a 250 mm. Torrenti  e fiumi scendono dai monti, ma si perdono tra le sabbie o vengono consumati dalla forte evaporazione. Si ha, in questo modo, la formazione di strisce coperte occupate dalle acque. danno  origine a piccoli  laghi salati. Mentre si ha assenza di acqua superficiali si costituiscono nel sottosuolo falde acquifere che possono affiorare. Si hanno così  le formazioni delle oasi con le caratteristiche  palme da datteri . I climi  caldo-secchi si riscontrano nelle fasce extratropicali dei deserti caldi.

3) Climi  temperato- secchi. Con la lontananza dall'equatore. cioè  con l'aumentare della latitudine, i tipi di climi  sono sempre più frazionati ed ognuno di essi si estende in zone limitate. La ripartizione delle terre  e dei mari, inoltre il rilievo del suolo e l'esposizione  ai venti ed al Sole vanno assumendo importanza sempre maggiore. IL gruppo dei climi temperato-secchi può essere distinto  in 4 tipi fondamentali : mediterraneo, temperato semicontinentale, temperato continentale e dei deserti freddi.

a)  il clima mediterraneo o dell'olivo  presenta temperatura mite anche nel periodo invernale, precipitazioni invernali  e siccità estiva. La vegetazione rappresentata da piante xerofite : piante grasse e piante a foglie persistenti. Tale clima  è diffuso  nelle terre che circondano il nostro Mediterraneo e lungo la fascia costiera  della California  del Cile e dell'Unione Sudafricana.

b) il clima temperato semicontinentale  o del mais presenta piogge primaverili, estati molto calde ed inverni  nono eccessivamente rigidi. Si riscontra nella Pianura Padana, nell'Ungheria, nella Romania, nell'Ucraina e in molte parti  dell'America Settentrionale ad oriente  della California. Dove domina questo clima., la coltivazione del mais.

c)  il clima temperato continentale  è caratterizzato da piogge scarse e prevalentemente estive, estati calde e inverni rigidi. Esso  predomina nel Turkestan  russo  e si presta agli allevamenti nomadi. La vegetazione è molto limitata.

d) Il clima dei deserti freddi presenta estati molto calde  ed inverni freddissimi. I venti  che provengono dall'oriente  non riescono  a superare le catene montuose cinesi e quelli provenienti da oriente non riescono a portare la pioggia. Tale clima è diffuso nell'interno delle masse continentali e propriamente nel deserto di Gobi, nel Tibet e nel Gran Bacino degli Stati Uniti.

4)  climi temperato-umidi. Si estendono nelle regioni che hanno come limite  i circoli polari e si distinguono specialmente in Europa, in due tipi principiali :  suboceanico e continentale subpolare.

a)  il clima suboceanico  o della quercia  presenta temperatura mite e piogge che cadono quasi in ogni periodo, ma  particolarmente d'estate. Esso predomina in Europa, lungo  una fascia che si estende dal Capo Finisterre alla Norvegia . Piante tipiche sono la quercia ed altre specie con foglie caduche.

b) Il clima continentale subpolare ha estate calda e piovosa ed inverno rigido, secco e con precipitazioni nevose. La temperatura nel mese di  giugno si aggira sui + 20°C e nel mese di gennaio  scende fino a - 3° C ed anche fino a - 11° C ( Mosca). D'inverno il cielo è chiaro , il Sole brillante ed il suolo per alcuni mesi, rimane coperto dalla neve. Questa, fondendo al brusco sopraggiungere della primavera, gonfia i fiumi e rende le strade fangose e malagevoli. Violenti temporali  si alternano con giorni infuocati  nel periodo estivo. Il clima continentale subpolare è proprio della Polonia e della Russia. La vegetazione tipica è rappresentata dalla foresta di betulle e di conifere.

5)  climi freddi o glaciali. Presentano temperature medie inferiori ai 10° C, anche  nel mese più caldo, e la vegetazione, a causa del freddo, è molto scarsa. Questo gruppo di limi si riscontra sulle alte montagne (Alpi nostre oltre 2.000 m Alpi Scandinave oltre i 1.000 m Himalaya e Ande oltre i 4.000 m) e sulle zone circumpolari artiche ed antartiche, coperte di muschi e licheni d'estate e di neve d'inverno.


lunedì 15 novembre 2021

fenomeni carsici

  fenomeni carsici 


Nelle regioni carsiche (così chiamate dal Carso  di Trieste ) che hanno il suolo calcareo e fratturato, l'azione distruttiva si compie con l'erosione e la soluzione dell'acqua ricca di anidride carbonica, che trasforma il carbonato di calcio in bicarbonato solubile e asportabile con residuo di terra rossa. Perciò il paesaggio carsico si presenta privo di acque superficiali, spoglio di vegetazione, cosparso di caverne, crepe, spacchi , inghiottitoi e concavità  approssimativamente circolari, dette doline. Le doline, in particolare, sono formazioni tipiche delle zone carsiche di forma più o meno regolare e superficiali, prodotte in seguito al crollo di cavità sotterranee od anche per azione erosiva delle acqua le quali, correndo in una frattura, l'hanno allargata ed arrotondata.                                                                                 La forma delle doline è quanto mai varia : a pozzo, ad imbuto, a ciotola, a piatto ed a scodella. Il loro fondo può essere chiuso ed in tal caso contengono la terra rossa del Carso, residuo, come si è detto, della disgregazione dei calcari; oppure hanno un'apertura, l'inghiottitoio che permette alle acque di sprofondarsi nel sottosuolo. Le doline quasi circolari e molto profonde prendono il nome di pozzi, abissi, voragini.

Le acque superficiali si sprofondano talora negli inghiottitoi o abissi e, dopo un percorso sotterraneo , riaffiorano, Il fiume Recca o Timavo Superiore nell'Istria , nasce a nord di Fiume, ma dopo 40 chilometri di cammino superficiale scompare nelle grotte di S Canziano, per ricomparire  dopo altri 40 chilometri  di percorso sotterraneo, a due chilometri dal mare presso S Giovanni al Timavo (Monfalcone) con il nome di Timavo. Sempre nelle regioni carsiche, le acque penetrate nel sottosuolo attraversano il terreno calcareo, corroso e frantumato, esercitano, attraverso i secoli, un formidabile lavorio meccanico di erosione e chimico di soluzione perciò vengono scavate cavità dette grotte (se sono aperte verso l'esterno) e caverne ( se sono più profonde ). Meritano  di essere ricordate nel Carso : le grotte di Postumia, il cui sviluppo complessivamente è di oltre 30 chilometri; la grotta di S. Canziano  in cui si sprofonda il fiume Recca; la grotta di Castel Lueglie e quella del Gigante. Nelle puglie  si trova la celebre Grotta di Castellana, scoperta nel 1938.

mercoledì 15 settembre 2021

fattori climatici

Fattori climatici 


i fattori climatici sono le condizioni che modificano il clima 

l'inclinazione dei raggi solari sulla terra 

all'equatore il sole è alto tutto l'anno  i raggi sono quasi sempre verticali e quindi si distribuiscono su una piccola zona riscaldandola di più. Man mano che ci avviciniamo ai Poli i raggi sono sempre più inclinati e la superficie su cui si distribuiscono è maggiore e riscaldano meno.

disposizione dei continenti e oceani 

Il tempo che ci mette il mare a riscaldarsi è il doppio di quello impiegato dalla terra a scaldarsi in primavera e in estate ma trattiene di più il calore in autunno e in inverno quindi le coste hanno un clima mite e un'estate fresca, mentre nelle parti più interne le estati sono calde e afose e gli inverni freddi.

le correnti oceaniche 

Esse fanno si che il clima sia mite quando portano acqua calda dalle regioni tropicali verso i Poli oppure al contrario quando trasportano acque fredde 

presenza di catene montuose 

le montagne sono una barriera naturale per le masse di aria umida che vengono dal mare. Sul versante rivolto al mare le piogge sono abbondanti mentre al contrario l'interno risulta secco.



domenica 22 agosto 2021

classificazione delle carte geografiche

 classificazione delle carte 



Rispetto alla scala si hanno i seguenti tipi di  carte geografiche :

1) Mappe e piante di città : rappresentano rispettivamente le proprietà rurali con le indicazioni delle colture ed il piano topografico delle città o dei centri urbani più estesi, con le indicazioni delle piazze, delle vie, dei quartieri  abitati e dei monumenti. La scala è superiore a 1 : 100.000 ( cm 1 = m 100).

2) Carta topografica : rappresenta una parte limitatissima del terreno, con molti particolari, ed ha la scala che va da 1 : 100.000 (cm 1 = 1 km) a 1: 10.000 ( cm 1 = 0,1 km) il termine di origine greca (topos = luogo e grapho = scrivo.

3) Carta corografica : rappresenta una piccola parte della superficie terrestre (una ragione), con un'abbondanza di particolari. Il termine è di origine greca (choro = regione e grapho = scrivo), perciò tale tipo  di carta si potrebbe anche chiamare carta regionale. La scala va da 1:1.000.000 ( cm 1 = km 10 )  a  1 : 100.000 ( cm 1 = km 1).

4) carta generale: rappresenta sopra uno spazio limitato, grandi superfici per esempio un intero  continente, perciò  si hanno solo elementi essenziali fisici, economici ed antropici e mancano i particolari. La scala va da 1: 5.000.000 (cm 1 = km 50) ad 1: 1.000.000 (cm 1= km10).

5) planisfero o mappamondo : rappresenta l'intera  superficie terrestre divisa in due emisferi , e rappresenta solo le caratteristiche essenziali. La scala va da 1 : 100.000.000 ( cm1 = km 1.000) a 1:5.000.000 ( cm1 = km50).

Le carte geografiche a seconda dei fenomeni che rappresentano possono ancor essere idrografiche (dal greco Ydor = acqua e grapho  = scrivo) se danno risalto alla rete idrografica ; orografiche (dal oros = monte e grapho = scrivo) se raffigurano  facendo uso di diverse colorazioni il rilievo terrestre; metereologiche se  indicano la distribuzioni dei venti. delle piogge ecc. sulle varie parti della terra ; geologiche se mediante segni particolari indicano la cronologia dei terreni che costituiscono  la superficie terrestre e la natura delle rocce da cui  tali terreni sono formati; politiche  se indicano i confini degli stati e i rispettivi centri abitati ; fisiche se rappresentano le caratteristiche del suolo ed in particolare dei fiumi dei monti e dei laghi ; biologiche se si occupano delle fauna (carte zoologiche) e della flora (carte fitogeografiche ) ; antropiche (dal greco anthropos = uomo ) se si occupano della distribuzione dell'uomo  sulla Terra ; economi che  se indicano la distribuzione dei prodotti caratteristici dell'economi a di una data regione. Una raccolta di carte geografiche prende il nome di Atlante.


domenica 18 luglio 2021

scala geografica

 scala geografica 


la scala geografica di una carta è il rapporto tra la distanza di due punti segnati sulla carta stessa e la corrispondente distanza di due punti segnati sulla carta stessa e la corrispondente distanza reale sul terreno. Essa può essere numerica e grafica.

Quella numerica è rappresentata da una frazione in cui il numeratore rappresenta l'unità ed il denominatore è un numero che indica di quante volte occorre moltiplicare una distanza sulla carta per avere la distanza reale sul terreno.

Per esempio. la scala 1/100.000 che si può indicare con il rapporto 1:100.000e si legge 1 a centomila indica che una unità di misura lineare sulla carta corrisponde a 100.000 unità lineari sul terreno.

E propriamente con questa scala due punti tra loro distanti sulla carta cm 1 hanno in realità sulla superficie terrestre una distanza di cm 100.000 pari a 1.000 m e 1 km. Due punti  che distino  sulla carta cm 15 hanno una distanza reale  sulla Terra di cm 1.500.000 15 x 100.000 pari a m 15.000 ed a 15 km.

La scala grafica che ci permette di conoscere direttamente le distanze reali senza calcoli è un segmento diviso a partire da sinistra, in tanti trattini ognuno  dei quali corrisponde ad una determinata lunghezza, secondo la scala numerica.

Si è visto che nella scala numerica 1: 100.00, 1 cm sulla carta corrisponde in realtà a 1 km  sulla superficie terrestre. Volendo, con questa scala costruire una scala grafica, si divide il segmento a partire dall'estremità di sinistra che avrà valore 0 in tanti cm ognuno dei quali corrisponde ad un chilometro. Alla fine del primo, infatti si scrive 1 km alla fine del secondo 2 km e così di seguito.

In modo analogo si procederà con tutte le altre scale servendosi della formula I= L/S 

dove L rappresenta la lunghezza lineare sulla superficie terrestre; I indica l'analoga lunghezza presa sulla carta e S il denominatore della scala numerica.

Dalla suddetta formula si ricava 

L= I x S

S = L/I

Per mezzo di tre formula  è possibile risolvere alcuni quesiti relativi alla cartografica.

Per la ben nota proprietà delle frazioni, il valore di una scala numerica diminuisce crescendo il secondo termine del rapporto La scala 1: 50.000 è metà di quella 1:25.000 ed è 4 volte più grande della scala 1:100.000.

Perciò le carte sono a scala grande quando il secondo termine del rapporto è un numero più piccolo ; a scala piccola quando tale termine è superiore al milione.

La scala rappresenta naturalmente un rapporto che si riferisce sempre a lunghezza e mai alle superfici.

Le aree delle carte variano secondo il quadrato delle rispettive scale. Cosicché  ad una scala doppia tripla quadrupla  corrisponde una carta la cui superficie di 4 9 16 volte maggiore. Quindi se prendiamo in considerazione due carte una ha scala doppia dell'altre avrà una superficie 4 volte l'altra.

lunedì 14 giugno 2021

longitudine

 longitudine 

si dice longitudin


e di un punto la sua distanza angolare di quel punto dal meridiano scelto come fondamentale (meridiano 0 )  e si misura lungo l'arco di parallelo passante per quel punto. Si indica comunemente con lambda. La longitudine è orientale (est)  o occidentale (ovest) a seconda che il punto di osservazione sia rispettivamente ad est o ad ovest del meridiano fondamentale. I valori numerici della longitudine sono compresi fra 0° (meridiano fondamentale) e 180° (antimeridiano ).  Tutti i punti posti su un meridiano hanno la stessa longitudine. E' la stessa cosa quindi dire che un luogo è a 5° di longitudine est o  che il luogo stesso è posto a 5° meridiano est. In seguito  ad accordi internazionali si è convenuto di considerare  in ogni Atlante, come meridiano fondamentale quello che passa per l'osservatorio astronomico di Greenwich  presso Londra  

glossario - la struttura della terra

  Ecco un glossario dei principa li termini legati alla struttura della Terra , pensato per studenti delle scuole superiori: 📘 Glossario...